Figlio di cani

Monday, September 25, 2006

BarcampBrasil - Floripa

Sabato 16 e domenica 19 settembre, qui a Florianópolis (Brasile - Santa Catarina) c'è stato il primo BarcampBrasil. Un'esperienza emozionante!

Organizzato dall'ottimo André Avório dell'etribes.com, con la partecipazine di una cinquantina di entusiasti sostenitori della non-conferenza (si dice cosí in italiano? non so).

Mi sono improvvisamente reso conto che siamo in tanti e che vogliamo fare molte cose. Mi sono reso conto che mi manca vivere in un grande centro metropolitano [sono di Roma e ho vissuto a Londra per un bel periodo della mia vita]. un posto dove le cose succedono prima che negli altri posti. Dove sto, oltre che essere in Brasile, è una città con meno di mezzo milione di abitanti.

Ci sono moltissime cose belle da vedere, per carità. Abito su un'isola, ci sono spiagge incantate a non finire, le piú belle donne che ho mai visto in vita mia, la vita è molto economica e la temperatura è abbastanza mite, anche se in inverno fa freddino, diciamocelo pure. Ma, tutto sommato, non posso lamentarmi.

L'unica cos che mi mancava, davvero, era questo bagno tecnologico che c'è stato in questi due ultimi giorni. Ma non solo di tecnologia. Bagno di vivere con gli altri e non di restare davanti al computer per ore a sviluppare applicativi, bagno di vedere persone e non i miei cani e la spiaggia per giorni e giorni. Visto che sto sempre in casa con una connessione ADSL a lavorare. E abito davanti alla spiaggia, intorno a me ci sono poche case e l'oceano. L'Atlantico. Che mugghia come um branco di tori impazziti.

Gente, people, persone, esseri umani. Mi ero scordato come erano fatti!!!

E cosí ci si è ritrovati intorno ad un tavolo a parlare di CSS, Hacks, codice valido, W3C e a scherzare attorno ad un laptop vedendo l'ultimo film fatto mezz'ora prima da Adrien, un francese molto simpatico che ha partecipato attivamente parlando un portoghese molto divertente, che era sicuramente migliore del mio francese, però.

Ho conosciuto Maira di Brasilia, una webdesigner brava, simpatica e molto bella. Eduardo, un amico molto simpatico con il quale abbiamo cominciato una bella e simpatica collaborazione, visto che il suo servizio di hosting è dietro casa. Maria Clara, una gauchinha molto simpatica e tutto pepe che si occupa di hyperlinks e jornalismo collaborativo

Molti e molti altri che rivedrò sicuramente nel prossimo Barcamp a Porto Alegre. A dicembre.

Non vedo l'ora.

Thursday, September 21, 2006

Guardarsi indietro. Il prezzo dell'onestà.

Ancora non so se scrivere in italiano è giusto, o dovrei scrivere in inglese perché cosí raggiungo una audience piú vasta, o, forse, sarebbe piú giusto scrivere in portoghese, visto che vivo in Brasile e posso scrivere su quello che conosco meglio, per una questione di correttezza.

Non so.

Mi trovo bene a scrivere in inglese. Certo. Ho vissuto cinque anni a Londra e l'inglese lo parlo quasi come un Inglese ;-). Sono undici anni che vivo in Brasile ed il portoghese lo parlo come un Brasiliano. Sono sedici anni che non vivo in Italia e l'italiano me lo sono quasi scordato.... o no?

Non saprei.

Certo è che quando leggo il blog di Beppe Grillo o i posts sul blog di HTML.it, che sono le uniche cose che leggo dell'Italia e sull'Italia, beh, mi cadono le braccia. Grazie a Dio me ne sono andato. Gli italiani sono sempre gli stessi. Ed i motivi che mi hanno fatto andare via non sono cambiati. Io sono cambiato, in peggio o in meglio non so. L'Italia è cambiata, senza dubbio, ma il cambiamento non ha trasformato gli italiani.

Sempre fermi sul soldo.

Niente contro ai soldi. Se la ricchezza non da la felicità, immaginiamoci la povertà!!! ;-)

Ora, vivere per i soldi è un altro paio di maniche! E, dai posts che leggo sulla vita in Italia, mi sembra che gli italiani non siano cambiati affatto. Sempre preoccupati della griffe del momento. Del telefonino alla moda, delle scarpe firmate, dell'orologio all'ultimo strillo ecc. ecc. ecc.

Ne abbiamo di problemi quanti e forse piú del Brasile, il non ammetterlo è, oltre che miope, anche del tutto stupido, perché non serve. Mi ricorda lo struzzo che per salvarsi dal leone infilava la testa sotto la sabbia. Beh, non solo finiva mangiato, ma il leone cominciava a mangiarlo dal sedere
.
Credevo che in questi quindici anni i miei conterranei rinsavissero e adottassero costumi piú salutari e piú razionali, ma mi sbagliavo. Mi sono sempre sbagliato ad avere speranza nella saggezza del popolo italico. Semplicemente perché non esiste.

Il popolo italico non è saggio.

Il popolo italico non è saggio quando non usa la rete per quello che vale, ma solo per lo status che conferisce.
Il popolo italico non è saggio quando continua a vedere la TV sapendo, o forse non lo sa ancora, che la TV mente, sapendo di mentire e che non si può contestarla.
Il popolo italico non è saggio quando rifiuta gli stranieri immigrati dimenticandosi che gli italiani nel mondo sono di piú degli italiani in patria (120.000.000 circa).
Il popolo italico non è saggio quando inveisce contro gli arabi dimenticandosi che senza gli arabi non esisterebbero due cose: il medio evo come lo conosciamo e la matematica che ci ha permesso di andare sulla luna, oltre che di avere i computers ed internet.
Il popolo italico non è saggio quando accetta tacitamente quello che il papa dice dimenticandosi, o forse non sapendolo affatto, che la chiesa altro non è che la continuazione dell'Impero Romano. Ipso facto.
Il popolo italico non è saggio quando crede che il '68 l'abbia liberato dal pensiero borghese. Dimenticandosi che la liberazione vera sovviene solo dopo un profondo ed onesto esame di coscienza, che leverà ad un cambiamento di rotta nella propria vita. Sennò non serve a niente.
Il popolo italico non è saggio pensando e credendo piamente che la tradizione culturale dell'Italia è il distinguo che ci fa differenti dagli altri.

Arrivato qui nel sud del Brasile, in mezzo ad una colonizzazione selvaggia di italiani provenienti dal nord (Veneto e Trentino), mi sono scontrato con delle tradizioni e dei valori che l'Italia non dovrebbe conservare piú, ma che, purtroppo, continuano a vivere nella mente dell'italiano medio anche in patria, non solo nel cuore dei discendenti di un Italia post-borbonica e savoiarda, che non conosce nemmeno la metà di quello che è successo in patria negli ultimi cent'anni. Sono arrivati analfabeti e continuano ad esserlo.

Non mi interessa che qualcuno possa sentirsi offeso. Sono fatti suoi. Qui scrivo quello che mi pare e se qualcuno si sentirà offeso l'opzione è andarsene senza voltarsi indietro, un po' come la moglie di Lot alla distruzione di Sodoma e Gomorra. L'unica differenza è che qui non si rischia di diventare statua di sale se ci si volta a guardare. Anzi, se si torna per discutere senza pregiudizi si guadagnerà un po' di obbiettività che prima non si aveva.

Ma, chiedo molto, lo so, chiedo di essere onesti con se stessi e, scusate, ma questo all'italiano medio riesce un po' difficile, quando affatto.

Saul